“Bella Fra”: il CRE Grest come esperienza di fraternità, comunità e Vangelo
L’estate dell’orato-rio non è semplicemente un tempo “da riempire”. È uno spazio prezioso in cui bambini, ragazzi, adolescenti, educatori e famiglie possono sperimentare qualcosa di profondamente umano e cristiano: la bellezza dell’incontro. Il tema del CRE Grest di quest’anno, “Bella Fra”, richiama immediatamente il linguaggio semplice e diretto dei ragazzi di oggi. Un’espressione amichevole, spontanea, quotidiana. Ma dentro questa familiarità si nasconde una parola antica e potentissima: fraternità. E non è un caso che a guidarci sia la figura di san Francesco d’Assisi, il santo che più di ogni altro ha saputo chiamare ogni uomo “fratello” e ogni creatura “sorella”. San Francesco ci insegna che la fraternità non nasce dalla simpatia o dall’interesse, ma dalla consapevolezza che ogni persona è un dono. In un tempo segnato spesso dall’individualismo, dalla fretta e dalla solitudine, il Grest diventa allora una piccola scuola di umanità evangelica: si gioca insieme, si impara a collaborare, si litiga e ci si riconcilia, si cresce nella pazienza e nell’ascolto reciproco. La sociologia contemporanea ci aiuta a comprendere quanto siano fondamentali esperienze come quelle dell’oratorio. Il sociologo Zygmunt Bauman parlava di una “società liquida”, nella quale i legami diventano fragili e provvisori. I ragazzi rischiano così di vivere tante connessioni virtuali ma poche relazioni autentiche. L’oratorio, invece, offre un luogo concreto dove il tempo viene condiviso davvero: ci si guarda negli occhi, si corre, si canta, si prega, si fatica insieme. È uno spazio educativo che restituisce profondità ai rapporti. Una comunità cresce quando condivide riti, simboli ed esperienze comuni. Il Grest è proprio questo: un laboratorio di comunità. Le giornate trascorse insieme non sono semplicemente attività organizzate, ma occasioni nelle quali i ragazzi imparano lentamente che la felicità non è stare da soli, ma sentirsi parte di un “noi”. E il Vangelo illumina tutto questo con parole ancora più profonde. Gesù stesso non ha salvato gli uomini uno ad uno in modo isolato, ma creando una comunità di discepoli. Quando invia i suoi, li manda “a due a due”; quando insegna, parla di amore reciproco; quando prega il Padre, chiede “che siano una cosa sola”. La fede cristiana non è mai un’esperienza individualista: nasce e cresce dentro relazioni vissute. Il tempo e lo spazio dell’oratorio restano importanti. In una società che spesso offre ai giovani soltanto luoghi di consumo o di prestazione, l’oratorio continua ad essere una casa aperta, dove ciascuno può sentirsi accolto per quello che è. Non conta essere i migliori, i più forti o i più popolari: conta esserci. Conta sapere che qualcuno ti aspetta, ti chiama per nome, ti coinvolge. Il Grest non può essere vissuto come una semplice “delega educativa” alla parrocchia. La comunità cristiana cresce davvero quando le famiglie partecipano, collaborano, si sentono corresponsabili. La presenza dei genitori, dei nonni, dei volontari, degli animatori e degli educatori è parte essenziale di questa esperienza. I ragazzi imparano molto più da ciò che vedono che da ciò che ascoltano: vedere adulti che collaborano gratuitamente, che si mettono al servizio, che costruiscono relazioni buone, è già un annuncio concreto del Vangelo. “Per educare un bambino serve un intero villaggio”. L’oratorio estivo è uno dei luoghi in cui questo “villaggio educativo” può ancora esistere. Qui la comunità si fa presenza concreta, vicinanza, alleanza educativa. “Bella Fra” non sarà soltanto uno slogan estivo. Potrà diventare uno stile di vita. Un modo nuovo di abitare le relazioni, di guardare gli altri, di vivere la comunità cristiana. Anche noi possiamo imparare a riconoscere nell’altro non un concorrente o uno sconosciuto, ma un fratello. Il dono più grande del Grest sarà proprio questo: ricordarci che la felicità nasce quando qualcuno ci chiama “fra”.
ORATORIO
Inizia il tempo dell’E…STATE IN ORATORIO. Prendiamoci l’impegno della preghiera per sostenere l’esperienza del Grest oratoriano. Prendiamo l’impegno della partecipazione alla Messa domenicale soprattutto. Gesù non va in vacanza, accompagna sempre il nostro vivere quotidiano.
Filighera e Belgioioso: grazie di cuore per le offerte ricevute in settimana a sostegno dei lavori in progetto.
In occasione del Grest, chi volesse dare un aiuto come volontario per la parte logistica, lo può far presente in oratorio.
Se devi ancora iscrivere i figli affrettati sul sito trovi le istruzioni per per procedere
VITA PARROCCHIALE
UN PENSIERO SU…La fede testimoniata in famiglia: una luce per la comunità. Viviamo in un tempo nel quale la fede rischia spesso di diventare un fatto privato, silenzioso, talvolta persino nascosto. Eppure il Vangelo ci ricorda che il cristiano è chiamato ad essere “sale della terra” e “luce del mondo” (Mt 5,13-16). La fede autentica non si impone, ma si testimonia; non si grida, ma si rende visibile attraverso la vita quotidiana. Il primo luogo nel quale questa testimonianza prende forma è la famiglia. La Chiesa, fin dai primi secoli, ha riconosciuto nella casa il luogo originario dell’annuncio cristiano. Il Concilio Vaticano II definisce la famiglia “Chiesa domestica” (Lumen Gentium, 11): è tra le mura domestiche che i figli imparano le prime parole della fede, vedono pregare, scoprono il perdono, sperimentano la gratuità dell’amore. Oggi questa missione è ancora più importante. I ragazzi e i giovani crescono in una società attraversata da molte proposte culturali e religiose differenti, spesso segnata dal relativismo e dall’individualismo. In molte delle nostre comunità convivono ormai persone appartenenti a religioni diverse, culture differenti, sensibilità lontane tra loro. Questo non deve generare paura o chiusura, ma una responsabilità ancora più grande nel vivere con autenticità la propria identità cristiana. Papa Francesco, nell’esortazione Evangelii Gaudium, ricorda che “la Chiesa cresce non per proselitismo ma per attrazione”. La testimonianza cristiana più credibile nasce da una vita coerente: famiglie che si vogliono bene, che pregano insieme, che educano al rispetto, che vivono la carità concreta, diventano un segno visibile del Vangelo anche per chi non condivide la nostra fede. Il Concilio Vaticano II, nella dichiarazione Nostra Aetate, insegna che la Chiesa guarda con rispetto a quanto vi è di vero e santo nelle altre religioni, promuovendo il dialogo e la fraternità tra tutti i popoli. Tuttavia il dialogo autentico non significa rinunciare alla propria identità: al contrario, solo chi sa chi è può incontrare davvero l’altro. Anche Gesù nel Vangelo ci mostra questo stile: accoglie tutti, dialoga con tutti, si avvicina a ogni persona senza paura, ma non smette mai di annunciare la verità dell’amore del Padre. Il cristiano è dunque chiamato a vivere insieme fermezza e mitezza, identità e apertura, verità e carità. Per questo le nostre famiglie sono chiamate oggi ad essere luoghi nei quali la fede non venga semplicemente “insegnata”, ma respirata. Una croce appesa al muro, una preghiera prima dei pasti, la partecipazione alla Messa domenicale, il perdono reciproco, l’attenzione ai poveri: sono piccoli segni che costruiscono il cuore dei figli molto più di tanti discorsi.
La comunità parrocchiale ha il compito di sostenere questo cammino, accompagnando le famiglie senza giudicare, creando legami, offrendo occasioni di incontro e di formazione. Nessuno può educare da solo. La fede cresce quando diventa esperienza condivisa. In un mondo nel quale spesso prevalgono divisioni, diffidenze e superficialità, la testimonianza semplice e fedele delle famiglie cristiane può diventare un segno silenzioso ma potente del Vangelo. Non per sentirsi superiori agli altri, ma per mostrare che Cristo continua ancora oggi a rendere più umana, più vera e più fraterna la vita di chi si affida a Lui.
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Lunedì 1° giugno a Belgioioso, adorazione eucaristica 8.30-10.30
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SPESE LAVORI E RACCOLTA FONDI
Belgioioso: — caldaia teatro oratorio: ad oggi, 28 maggio, MANCANO PER SALDARE IL LAVORO € 9.180;
— MESSA A NORMA locale caldaia chiesa parrocchiale, ad oggi, 28 maggio, mancano da saldare € 12.155;
— restauro vetrate abside chiesa parrocchiale: ad oggi, 28 maggio, sono stati raccolti € 18.500. La spesa è di € 25.000 (1° lotto). RESTAURO COMPLETATO. MANCA TINTEGGIATURA PARETI.
Filighera: per i lavori di ristrutturazione-consolidamento, ad oggi, 28 maggio, sono stati raccolti € 8.105.
Torre: offerte a sostegno dei lavori, ad oggi, 28 maggio, € 3.440.
Per chi volesse contribuire a sostenere le spese di ristrutturazione delle nostre parrocchie, si può rivolgere al parroco consegnando la busta che si trova in fondo alle chiese, oppure si può effettuare un bonifico.
Per info chiedere a don Roberto.
CARITAS
RACCOLTA ALIMENTARE: In modo particolare necessitano per la preparazione dei pacchi mensili: CAFFE’, CARNE IN SCATOLA, LATTE