La solennità dell’Ascensione del Signore rischia, qualche volta, di essere fraintesa. Potremmo immaginarla come il momento in cui Gesù “se ne va”, lasciando i suoi discepoli soli sulla terra. In realtà è il contrario: con l’Ascensione, Cristo non si allontana dall’umanità, ma entra definitivamente nella gloria del Padre portando con sé la nostra carne, la nostra storia, le nostre ferite. E proprio mentre sembra sottrarsi allo sguardo, affida alla Chiesa una missione: continuare la sua opera nel mondo. Gli apostoli restano con gli occhi al cielo. È un’immagine che ci somiglia. Anche noi, spesso, restiamo fermi, attendiamo tempi migliori, persone più capaci, condizioni ideali per testimoniare il Vangelo. Ma gli angeli scuotono i discepoli con una domanda semplice e forte: “Perché state a guardare il cielo?”; come dire: non restate immobili. Il Signore vi precede nella vita concreta. Adesso tocca a voi. L’Ascensione è dunque la festa della responsabilità cristiana. Gesù si fida degli uomini. Si fida di noi. Con tutti i nostri limiti, le nostre incoerenze, le nostre paure. E ci manda. Non domani. Oggi. La missione di evangelizzare non riguarda soltanto sacerdoti, religiosi o persone “preparate”. Riguarda ogni battezzato. Evangelizzare significa anzitutto portare Cristo nei luoghi della vita quotidiana: in famiglia, sul lavoro, nelle relazioni, nelle fatiche di ogni giorno. La fede non può restare chiusa dentro la chiesa o confinata a qualche gesto religioso. Se Cristo è vivo, deve trasparire da come viviamo. DOBBIAMO PRENDERCI TRE IMPEGNI CONCRETI, SERIAMENTE:
1. Tornare alla preghiera vera. Non esiste evangelizzazione senza un cuore che ascolta Dio. Troppi cristiani vivono agitati, stanchi, pieni di parole, ma poveri di silenzio. Dedichiamo ogni giorno almeno dieci minuti alla preghiera autentica: il Vangelo del giorno, un salmo, il Rosario, un momento di adorazione. Non per abitudine, ma per rimettere Cristo al centro. Un cristiano che non prega finisce inevitabilmente per parlare solo di sé.
2. Testimoniare senza vergogna. Abbiamo bisogno di cristiani limpidi, non perfetti ma veri. Persone che non nascondano la propria fede per paura del giudizio altrui. Un segno di croce fatto con dignità, una parola buona detta nel momento giusto, il coraggio di difendere chi è fragile, la capacità di perdonare: così il Vangelo diventa credibile. Il mondo non aspetta discorsi complicati; aspetta uomini e donne nei quali sia possibile intravedere qualcosa di Gesù.
3. Uscire incontro a qualcuno. L’Ascensione apre la missione. E la missione comincia sempre da vicino. C’è una persona sola da visitare? Un malato da ascoltare? Una famiglia da aiutare? Un giovane da incoraggiare? Un anziano dimenticato? Non possiamo dire di amare Cristo se restiamo indifferenti davanti a chi soffre. La fede cresce quando si dona.
Gesù ascende al cielo benedicendo i suoi discepoli. L’ultima immagine che il Signore lascia non è un rimprovero, ma una benedizione. Anche oggi il Signore continua a benedire la sua Chiesa fragile e povera. Non ci chiede di essere forti da soli; ci chiede di fidarci di Lui. Allora smettiamo di restare fermi a guardare il cielo. Alziamoci. Camminiamo. Annunciamo con la vita che Cristo è vivo. È questa la missione che l’Ascensione consegna alla Chiesa. È questa la nostra responsabilità.
ORATORIO
Martedì 19 ore 21 in oratorio incontro volontari e chi vuole dare una mano al GREST ORATORIO

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CARITAS
UN PENSIERO SU…LA CARITAS PARROCCHIALE non è un servizio tra gli altri. È il volto concreto di una comunità che sceglie di vivere il Vangelo, lasciandosi ferire dalle domande, dalle povertà, dalle solitudini e dalle fragilità degli uomini e delle donne del nostro tempo. Non siamo chiamati semplicemente a “fare del bene”, ma a testimoniare che ogni persona è amata da Dio e merita di essere accolta con dignità, rispetto e misericordia. Per questo l’animazione della Caritas è anzitutto un cammino spirituale. Un animatore o un volontario non è un protagonista, né un “salvatore” degli altri. È un fratello, una sorella, che si mette accanto con umiltà. La carità autentica non cerca applausi, non alimenta il proprio ego, non pretende riconoscimenti. Quando il servizio diventa ricerca di visibilità, perde il sapore evangelico. Il bene più grande spesso si compie nel silenzio, nella discrezione, nella fedeltà quotidiana. Il primo servizio che la Caritas offre è l’ascolto. Un ascolto vero, paziente, non frettoloso, capace di accogliere anche il dolore, la rabbia, le contraddizioni dell’altro senza giudicare. Oggi tante persone non cercano soltanto aiuti materiali: cercano qualcuno che le guardi negli occhi e restituisca loro speranza e umanità. Ascoltare è già amare. Ma nessuna opera di carità è possibile senza il perdono reciproco. Nelle comunità, nei gruppi, tra volontari, possono nascere incomprensioni, fatiche, sensibilità diverse. Se manca il perdono, la carità si spegne e rimane solo l’organizzazione. La Caritas invece cresce quando ciascuno sa fare un passo indietro, custodire la comunione e mettere il bene delle persone prima delle proprie ragioni. Servire nella Caritas significa allora imparare lo stile di Cristo: umile, vicino, compassionevole. Significa lasciarsi convertire dai poveri, che non sono “destinatari” della nostra bontà, ma maestri di umanità e presenza viva del Signore. Una comunità sarà davvero evangelica non quando farà grandi discorsi sulla carità, ma quando saprà inginocchiarsi davanti alle ferite dell’uomo con cuore semplice e mani pulite.
E poi, sostenere la Caritas non è un obbligo: è una scelta del cuore, una risposta concreta al Vangelo della fraternità. Nessuno dovrebbe sentirsi “superiore” perché aiuta qualcuno; al contrario, dovremmo ritenerci fortunati quando la vita ci mette nelle condizioni di poter tendere la mano. La carità vera nasce dall’umiltà e dalla consapevolezza che tutti, prima o poi, possiamo avere bisogno degli altri. Per questo il servizio, l’ascolto e la condivisione non sono gesti straordinari, ma segni di una comunità viva. E forse ciascuno di noi dovrebbe domandarsi con sincerità: se un giorno fossi io ad aver bisogno di aiuto, quanto bene avrò seminato nella vita degli altri?
VITA PARROCCHIALE
MESE MARIANO
Belgioioso
Lunedì 18: adorazione eucaristica 8.30-10.30; ore 21 rosario alla Madonna della Torretta
Martedì 19: ore 21 rosario Via Moro fam. Barbaini
Mercoledì 20 ore 21: catechesi don Paolino
Giovedì 21: ore 21 rosario via IV novembre fam. Farina-Eusobio
Venerdì 22: ore 21 rosario in chiesa
Sabato 23: ore 21 rosario casa accoglienza
Domenica 24: ore 21 rosario XX settembre
Filighera
venerdì 22 rosario via Liguria fam. Masiello ore 20.30
Torre
rosario martedì e giovedì ore 20.30
BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE 2026
Chi desidera la benedizione della famiglie, qualora al passaggio dei sacerdoti e del diacono non fosse stata presente o per dimenticanza nostra, lo faccia presente in parrocchia compilando il modulo che si trova in fondo alla chiesa. Grazie.
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Belgioioso: nel mese di maggio, dal lunedì al venerdì al mattino, anziché celebrare le Lodi Mattutine, alle ore 7.30 verrà recitato il S. Rosario; mentre il sabato e la domenica, alle ore 7.45, verranno celebrate le Lodi Mattutine.
Santo Rosario: Lunedì 25 pellegrinaggio da S. Giacomo all’Ospedale; martedì 26 ore 21 piazzetta Vie Verga-Carducci fam. Bolis-Gianini; venerdì 29 rosario vicariale a Villanterio (Santuario Bolognola) con il Vescovo Corrado; sabato 30 ore 21 rosario nel cortile parrocchiale; domenica 31 ore 21 Via Cairoli a chiusura del mese di maggio.
Filighera: S. Rosario nei cortili. Giovedì 28 presso edicola mariana fam. Sacchi; Venerdì 29 Via De Gasperi fam. Bignamini; domenica 31 rosario sul sagrato della chiesa e benedizione eucaristica
Torre: domenica 31 ore 20.30 rosario alla Cappellina mariana
SPESE LAVORI E RACCOLTA FONDI
Belgioioso: — caldaia teatro oratorio: ad oggi, 14 maggio, MANCANO PER SALDARE IL LAVORO € 9.180;
— MESSA A NORMA locale caldaia chiesa parrocchiale, ad oggi, 14 maggio, mancano da saldare € 12.155;
— restauro vetrate abside chiesa parrocchiale: ad oggi, 14 maggio, sono stati raccolti € 17.925. La spesa è di € 25.000 (1° lotto). RESTAURO COMPLETATO. MANCA TINTEGGIATURA PARETI.
Filighera: per i lavori di ristrutturazione-consolidamento, ad oggi, 14 maggio, sono stati raccolti € 7.720.
Torre: offerte a sostegno dei lavori, ad oggi, 14 maggio, € 3.440.
Per chi volesse contribuire a sostenere le spese di ristrutturazione delle nostre parrocchie, si può rivolgere al parroco consegnando la busta che si trova in fondo alle chiese, oppure si può effettuare un bonifico.
Per info chiedere a don Roberto.